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| 6 febbraio 2026 | Assistenza PIS

L’incontro di Assistenza PIS del 6 gennaio 2026 si è configurato come un momento di chiarimento operativo e concettuale, centrato soprattutto sulla corretta impostazione del Profilo di Salute, del Profilo dei Servizi, sull’utilizzo di Proweb e sulle criticità tecniche incontrate dalle zone nella fase avanzata di costruzione del PIS.

Il confronto si apre con una prima domanda della SdS Empolese Valdarno Valdelsa, che chiede come interpretare correttamente la struttura del Profilo di Salute all’interno di Proweb. In particolare, viene chiesto se il profilo debba essere inteso come documento unitario articolato in una parte generale e una di dettaglio, e come gestire la dicitura che fa riferimento agli aggiornamenti annuali dei profili di salute degli anni precedenti.

A questa prima questione si collega subito un secondo dubbio: nella parte di dettaglio del Profilo di Salute viene richiesto di descrivere l’analisi della rete dei servizi di prevenzione, assistenza e cura. Viene quindi posta una domanda esplicita: questa parte non rischia di sovrapporsi a quello che tradizionalmente veniva chiamato “Profilo dei Servizi”? E, di conseguenza, è corretto caricare un allegato specifico sul profilo dei servizi e utilizzare il campo note per una sintesi descrittiva?

Su questo punto interviene Luca Puccetti, chiarendo che il riferimento normativo (la delibera 900) ha ridefinito il quadro: il Profilo di Salute è un documento unico previsto dalla legge, che si compone sia della parte epidemiologica sia della parte relativa ai servizi, alle reti e alle relazioni formali e informali del territorio. Il cosiddetto “profilo dei servizi” non è un documento autonomo opzionale, ma una componente sostanziale del Profilo di Salute stesso. Le etichette possono aiutare la comprensione, ma la sostanza è che il documento deve restituire una lettura complessiva dei bisogni, dell’offerta e delle relazioni territoriali.

Da qui nasce un’ulteriore domanda operativa: è corretto caricare il profilo dei servizi come allegato e descriverne i contenuti nel campo testo del profilo di salute? La risposta è che, tecnicamente, questo è possibile, purché sia chiaro che si tratta di una parte integrante del Profilo di Salute e non di un documento separato.

Il confronto si sposta poi sul processo partecipativo. Viene chiesto come inserire correttamente gli atti relativi alla Consulta del Terzo Settore, al Comitato di Partecipazione e agli altri organismi di partecipazione, soprattutto quando Proweb non sembra salvare correttamente le informazioni inserite.

Viene chiarito che è necessario caricare l’atto formale di costituzione dell’organismo o, in alternativa, l’atto più recente di aggiornamento della composizione, purché sia esplicito e non faccia solo riferimento implicito ad altri atti. Se esiste anche un regolamento di funzionamento, può essere allegato, ma l’atto principale resta quello istitutivo o di aggiornamento.

Ampio spazio viene poi dedicato alle schede aziendali, con diverse domande operative. In particolare:

  • viene chiesto se le schede aziendali visibili in Proweb riguardino solo l’ASL Centro (chiarimento: sì, valgono solo per quell’ambito);
  • viene sollevata confusione sugli stati delle schede (“modificata”, “da importare”, “già aggiornata”) e su quali schede debbano essere effettivamente importate nella programmazione zonale;
  • viene chiesto se sia corretto importare anche schede che risultano ancora “da importare” e se il sistema possa mostrare schede che in realtà non fanno più parte della programmazione.

La risposta chiarisce che:

  • lo stato “modificata” indica schede che la zona deve aggiornare;
  • lo stato “da importare” riguarda schede nuove inserite dall’azienda, che devono essere importate nella programmazione zonale;
  • lo stato “già modificata” indica schede che la zona ha già aggiorbato;
  • alcune criticità tecniche (duplicazioni, schede visibili ma non più attive) sono state prese in carico e in parte già risolte, mentre altre richiedono verifiche puntuali.

Emergono poi problemi tecnici rilevanti: più zone segnalano che, passando programmi e schede da “bozza” a “pubblicato”, si perde l’aggancio tra schede e programmi. La domanda è se questo comportamento sia corretto o se si tratti di un bug. Viene confermato che non dovrebbe accadere e che la segnalazione viene presa in carico per verifiche tecniche.

Un’altra domanda importante riguarda il monitoraggio delle schede: alcune zone segnalano errori di sistema nel momento in cui provano a passare le schede in stato “in corso” o “conclusa e riproposta”. Viene chiesto se il problema sia generalizzato o legato a casi specifici.

Si passa poi a un tema più concettuale ma cruciale: l’aggancio tra obiettivi di salute, programmi, obiettivi specifici e schede di attività. Diverse zone segnalano difficoltà nel trovare l’obiettivo specifico corretto o nel comprendere la logica di collegamento. La domanda implicita è se il sistema sia troppo complesso o se manchi un passaggio metodologico.

Nella parte conclusiva dell’assistenza, il confronto si sposta progressivamente dal piano delle singole questioni tecniche a una restituzione più ampia sullo stato di avanzamento dei percorsi di programmazione territoriale, con cui le zone stanno affrontando la costruzione del PIS 2026.

Su sollecitazione di Luca Puccetti, viene chiesto esplicitamente alle zone a che punto siano non solo con l’inserimento su Proweb, ma con il processo sostanziale di costruzione, condivisione e avvicinamento all’approvazione del PIS. La domanda non è quindi meramente tecnica, ma riguarda la tenuta complessiva del percorso programmatorio.

Un primo contributo articolato arriva da Lorenzo Baragatti, che descrive in modo dettagliato il lavoro svolto nel proprio territorio. La programmazione è stata organizzata attraverso sei gruppi di lavoro, ciascuno collegato a uno dei sei assi dell’atto di indirizzo. I gruppi hanno operato come luoghi di confronto strutturato, all’interno dei quali sono stati individuati gli obiettivi, i programmi e le principali azioni. Gli obiettivi del PIS sono stati fatti coincidere con gli assi, mentre per ciascun obiettivo sono stati costruiti indicativamente due o tre programmi, a loro volta articolati in schede di attività.

Viene sottolineato che i gruppi non sono nati in modo estemporaneo, ma hanno preso avvio da una precedente giornata di coprogrammazione, successivamente ampliata con il coinvolgimento di ulteriori soggetti che non avevano partecipato alla fase iniziale. Il lavoro è stato definito esplicitamente come molto faticoso, tutt’altro che lineare, ma necessario per garantire una programmazione coerente con il nuovo atto di indirizzo.

Un elemento rilevante del racconto riguarda l’uso integrato del Profilo di Salute e del Profilo dei Servizi come basi conoscitive per orientare le scelte programmatorie. Viene segnalato che, per supportare l’analisi di questi documenti complessi, il gruppo ha fatto ricorso anche a strumenti di supporto (inclusa l’analisi assistita), al fine di leggere in modo sistematico i bisogni, le criticità e le continuità con la programmazione precedente. Viene infatti chiarito che, pur nel cambiamento degli obiettivi, una parte delle attività del 2025 viene intenzionalmente trascinata, per garantire continuità e non disperdere il lavoro già avviato.

Dal punto di vista delle tempistiche, la zona si è data l’obiettivo di inserire l’intera programmazione su Proweb entro la settimana successiva, pur non considerandola ancora definitiva, in modo da arrivare preparata a un passaggio di confronto politico-istituzionale già calendarizzato. È previsto infatti un ulteriore momento di raccolta di osservazioni e integrazioni prima dell’approdo alla Conferenza dei Sindaci per l’approvazione formale del PIS.

Segue poi l’intervento di Sofia Giorgerini per la SdS Valli Etrusche, che restituisce un quadro diverso ma ugualmente strutturato. In questo territorio il lavoro di programmazione è stato condotto attraverso tavoli tematici, che si sono conclusi entro gennaio 2026, con la partecipazione sia dei rappresentanti dei Comuni (sindaci e assessori) sia degli enti del Terzo Settore e dell’associazionismo. Da questi tavoli sono emerse nuove schede di attività, segno di un processo ancora dinamico e in evoluzione.

Segue l’intervento di Alessandra Pini del Mugello, che offre un ulteriore punto di vista sullo stato di avanzamento della programmazione nel proprio territorio, mettendo in luce soprattutto la fatica organizzativa e metodologica di questa fase, ma anche alcuni elementi di consolidamento.

Alessandra racconta come la programmazione stia procedendo in una logica fortemente incrementale, partendo in larga misura dalle attività già esistenti e progressivamente rilette alla luce del nuovo impianto del PIS. Viene evidenziato che molte schede sono state riproposte, mentre altre sono in fase di riscrittura o integrazione, soprattutto per rendere più chiari i collegamenti tra obiettivi di salute, programmi e azioni. La difficoltà principale segnalata riguarda proprio il passaggio da una programmazione “per accumulo” a una programmazione più strutturata e coerente con gli assi di indirizzo. Nel suo intervento emerge con chiarezza come il lavoro non si stia limitando all’inserimento tecnico su Proweb, ma stia richiedendo un continuo riallineamento interno tra uffici, referenti tematici e livelli decisionali, per arrivare a una proposta che sia effettivamente condivisa. Alessandra sottolinea che questo processo comporta inevitabilmente rallentamenti, perché ogni scelta programmatoria richiede confronti, verifiche e, in alcuni casi, ripensamenti rispetto a impostazioni consolidate negli anni precedenti. Alessandra evidenzia inoltre come il confronto con il nuovo assetto del Profilo di Salute e del Profilo dei Servizi abbia aiutato a rimettere a fuoco alcune priorità territoriali, anche se non sempre è stato semplice tradurre questa riflessione in scelte operative immediate. La sensazione restituita è quella di un percorso ancora aperto, ma ormai entrato in una fase più consapevole, in cui le criticità sono chiare e vengono affrontate in modo esplicito.

Nel complesso, questa parte finale dell’incontro restituisce un’immagine molto chiara: le zone si trovano in fasi diverse del percorso, ma tutte stanno affrontando una programmazione più impegnativa rispetto al passato, caratterizzata da:

  • maggiore integrazione tra lettura dei bisogni e costruzione delle risposte;
  • un forte investimento nei processi partecipativi;
  • una tensione costante tra continuità delle attività esistenti e innovazione richiesta dal nuovo atto di indirizzo;
  • la necessità di conciliare tempi istituzionali stringenti con percorsi di confronto complessi e non sempre lineari.

Il quadro che emerge è quindi quello di una programmazione “in movimento”, non ancora cristallizzata, ma già sufficientemente strutturata da consentire alle zone di avvicinarsi alla fase di approvazione con una consapevolezza più matura del senso e della portata del PIS come strumento strategico territoriale. Nel complesso, l’assistenza del 6 gennaio 2026 restituisce l’immagine di un sistema in piena fase di assestamento: da un lato, molte domande operative legate a Proweb e alle sue criticità tecniche; dall’altro, un forte richiamo alla coerenza concettuale e metodologica del PIS come strumento di lettura del territorio, di integrazione tra bisogni, servizi e reti, e di costruzione partecipata delle politiche di salute.

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