![]()
La newsletter della Comunità di Pratica Inclusione
In questo numero
Aggiornamenti normativi e procedurali nazionali
La Piattaforma GePI: novità a luglio 2026
Gli ultimi aggiornamenti relativi alla Piattaforma GePI risalgono al 31 luglio 2026 e riguardano, oltre a rilasci minori:
- Per tutti gli operatori l’aggiunta di una nuova funzionalità che permette di aprire un Ticket verso l’URP per conto di terzi;
- Per il Case manager la modifica della funzione di pianificazione automatica per permettere di configurare il proprio calendario in base ai propri Comuni di competenza;
- Per il Case manager l’aggiunta della possibilità di inserire un giustificato motivo per il nucleo per il quale non si è tenuto l’incontro direttamente dalla scheda di valutazione di un evento di calendario.
SIISL: pubblicato il Decreto che definisce le modalità di iscrizione dei cittadini stranieri formati nei Paesi di origine
Il Decreto Interministeriale del 22 giugno 2026, attuativo dell’articolo 14, comma 6, del Decreto-legge n. 159/2025, disciplina le modalità di iscrizione al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) dei cittadini stranieri formati nei Paesi di origine. Il provvedimento favorisce la valorizzazione dei profili professionali degli stranieri formati all’estero nell’ambito dei programmi di formazione professionale e civico-linguistica, ai sensi dell’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione, e l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Nell’ambito della nuova disciplina, l’iscrizione dei cittadini stranieri formati all’estero avviene per il tramite dei soggetti proponenti, secondo le modalità individuate dalle apposite Linee Guida. Il comunicato sul sito del MLPS.
Fondo Povertà: monitoraggio al 31 agosto 2026
La Nota MLPS n. 14605 del 9 settembre 2026 fornisce le indicazioni per cui, dal 14 settembre al 16 ottobre 2026, ciascun Ambito Territoriale Sociale dovrà inserire in Piattaforma Multifondo i dati relativi al monitoraggio della spesa al 31 agosto 2026 a valere sulle diverse quote del Fondo Povertà (Quota Servizi, Povertà Estrema e Care Leavers) con riferimento alle annualità dal 2018 al 2025. In fase di conferma dei dati sarà possibile indicare eventuali errori materiali nella rilevazione precedente o disimpegni nell’arco temporale di riferimento della rilevazione. Sono disponibili i manuali relativamente alle modalità operative di inserimento dei dati economico-finanziari sulla Piattaforma Multifondo.
Carta “Dedicata a te” 2026 e 2027
Il Messaggio INPS n. 2906 del 22 settembre 2026 fornisce le indicazioni per accedere alla Carta “Dedicata a te” 2026 e 2027, la misura di sostegno alimentare che prevede l’erogazione di un contributo di 500 euro (per ciascuna annualità) per nucleo familiare. I primi 500 euro saranno accreditati sulla Carta a partire dal 4 novembre, mentre la seconda tranche sarà erogata da aprile 2027. Il beneficio è destinato alle famiglie con ISEE non superiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. La misura è riservata a cittadini residenti in Italia; non possono accedere al beneficio i nuclei familiari che percepiscono: Assegno di Inclusione, Carta acquisti o qualsiasi altra misura di inclusione sociale o sostegno alla povertà, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità, Cassa Integrazione Guadagni o altre forme di sostegno per la disoccupazione. Dal 24 settembre i Comuni possono prendere visione delle liste dei beneficiari della Carta, che dovranno essere consolidare entro le ore 14 del prossimo 13 ottobre.
Aggiornamenti normativi e procedurali regionali
Equipe e multidimensionalità nei processi di inclusione. “Verso un profilo dei bisogni e delle potenzialità per una presa in carico integrata”.
Martedì 13 ottobre 2026 a Firenze si è tenuto un evento sul tema delle equipe multidisciplinari e sul profilo dei bisogni e delle opportunità previsto dalla DGR 1627/2024, al quale ha preso parte anche Cristina Berliri Dirigente della Divisione II del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
La dottoressa Berliri ha illustrato lo stato dell’arte delle linee guida per le équipe multidisciplinari, alla cui elaborazione hanno partecipato anche le Regioni.
Il focus si é poi spostato sulle équipe multidisciplinari in Toscana, con un confronto sui percorsi, sugli strumenti e sullo stato di attuazione delle linee guida regionali e del Servizio Integrato Inclusione e Lavoro, con un approfondimento sul lavoro in corso sul passaggio dai funzionamenti al profilo dei bisogni e delle potenzialità.
La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda, a cui oltre alla Dirigente Berliri hanno preso parte i Dirigenti regionali del Settore Welfare e Innovazione Sociale, del Settore Lavoro e del Settore Assistenza sanitaria territoriale e coordinamento dei processi di programmazione.
Nei prossimi mesi sarà riconvocato il gruppo di lavoro intersettoriale per continuare l’elaborazione del profilo mentre in queste settimane sta proseguendo il corso di formazione di Regione Toscana e FORMAS sulle modalità di lavoro nelle equipe ed i laboratori della Comunità di pratica sulla mappatura di strumenti e risorse per le équipe.
Dati e ricerche
OSSERVATORIO SOCIALE REGIONALE: presentato il Rapporto sull’immigrazione in Toscana 2026
Lo scorso 30 settembre 2026, presso Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, è stata presentata l’edizione 2026 del Rapporto sull’immigrazione in Toscana, diviso in sei capitoli sulla popolazione straniera in Toscana. Il primo descrive il profilo demografico e i segnali di radicamento: cittadinanze, nascite, famiglie, provenienze. Il secondo si occupa della scuola: generazioni, scelte e risultati degli studenti con cittadinanza non italiana. Il terzo tratta il lavoro, cioè qualità dell’occupazione, infortuni, imprenditoria e rimesse. Il quarto riguarda la salute e l’accesso ai servizi, con un’attenzione specifica alle donne. Il quinto è dedicato al sistema di accoglienza e protezione: CAS, rete SAI, sbarchi e minori non accompagnati. Il sesto considera alcuni fattori di inclusione: spesa sociale dei Comuni, Terzo settore, associazionismo e sport.
INPS: Osservatorio AdI-SFL – Statistiche a giugno 2026
È stato pubblicato l’Osservatorio INPS sull’Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro con i dati aggiornati al 30 giugno 2026. A tale data, sono 1.018.611 i nuclei familiari ad aver percepito almeno una mensilità di AdI, per un totale di oltre 2,4 milioni di persone. Con una media di circa 2,4 componenti per nucleo, l’importo medio mensile erogato è pari a 683 euro, con una maggiore concentrazione nelle Regioni del Sud. I nuclei beneficiari di AdI nel mese di giugno sono quasi 690 mila, tra questi 251 mila le famiglie in cui sono presenti minori (36,3%), 288 mila quelle in cui sono presenti persone con disabilità (41,7%), 366 mila in cui sono presenti persone di almeno 60 anni di età (53%) e 13 mila in cui ci sono persone in condizioni di svantaggio (1,9%). Invece, sono in totale 278 mila le persone che hanno percepito il SFL, 84,3 mila nel mese di giugno.
La povertà non ha ferie: i focus dell’Alleanza contro la povertà
L’Alleanza contro la povertà ha pubblicato, durante il periodo estivo, alcuni focus tematici sulle declinazioni della povertà. Il primo approfondimento è dedicato agli anziani, i più esposti non solo al caldo ma anche al rischio di isolamento in città, a cui si aggiunge il fenomeno della povertà energetica. Il secondo focus è dedicato alle persone con disabilità e caregiver che, spesso già trovandosi in condizioni di vulnerabilità economica, rimangono soli in seguito alla chiusura o alla riduzione dell’orario di centri diurni e servizi territoriali. Il terzo approfondimento è dedicato agli stranieri, i più colpiti dalla povertà, la cui situazione di marginalità è talvolta aggravata dai rallentamenti burocratici relativi all’esame delle domande di asilo.
Le tante Italie della povertà alimentare
Per una parte della popolazione italiana, alimentarsi in modo sano, vario e adeguato è sempre più difficile. L’insicurezza alimentare nelle società ad alto reddito raramente assume la forma della fame assoluta, ma si manifesta nella preoccupazione di non riuscire a fare la spesa, nella rinuncia agli alimenti più costosi, nella riduzione della varietà della dieta o nella necessità di comprimere altre spese essenziali per continuare a comprare cibo. È quanto emerge dall’Atlante regionale dell’insicurezza alimentare in Italia, realizzato dall’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare (OIPA) del CURSA, che mette in luce divari territoriali profondi sottolineando come, accanto alle fragilità strutturali del Mezzogiorno, emergano vulnerabilità meno visibili nel Centro-Nord e forti differenze nella capacità dei territori di intercettare il bisogno. Su Percorsi di Secondo Welfare le riflessioni dei ricercatori dell’Osservatorio Davide Marino, Alessandro Giacardi, Daniela Bernaschi, Francesca Benedetta Felici e Bianca Minotti.
INPS: Osservatorio Assegno Unico Universale – Statistiche a luglio 2026
L’Osservatorio INPS sull’Assegno Unico e Universale fornisce le informazioni statistiche sui beneficiari della misura e sui relativi valori economici con riferimento al periodo gennaio 2025-luglio 2026. Nei primi sette mesi del 2026 sono stati erogati alle famiglie assegni per un totale di 11,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi del 2025. Sono 6.118.775 i nuclei che hanno ricevuto l’AUU, per un totale di 9.652.838 figli. L’importo medio per figlio si attesta sui 177 euro e va da un minimo di 58 euro per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2026 è pari a 46.582 euro) fino a un massimo di 227 euro per la classe di ISEE minima (17.468 euro).
ISTAT – Tempi di lavoro e disuguaglianze di genere in Italia 2003-2023
Secondo il nuovo report di ISTAT, negli ultimi vent’anni aumenta il lavoro retribuito per le donne ma il divario di genere nel lavoro familiare rimane ampio. Nel 2023, infatti, si riduce il tempo dedicato dalle donne al lavoro familiare non retribuito rispetto a vent’anni prima (-37 minuti al giorno rispetto al 2003) e tra le occupate aumenta il tempo destinato al lavoro retribuito (+1 ora e 33 minuti alla settimana). Il riequilibrio dei carichi familiari tra uomini e donne procede molto lentamente: il divario dedicato al lavoro familiare è passato da 3 ore e 22 minuti al giorno nel 2003 a 2 ore e 27 minuti nel 2023. Seppur in diminuzione negli ultimi vent’anni (-6,5%), tra le coppie di occupati di 25-64 anni, il 68,9% è la quota di lavoro familiare ancora svolto dalle donne. Tale divario risulta particolarmente elevato in presenza di figli e nel Mezzogiorno.
ISTAT – Previsioni demografiche 2025-2080
ISTAT pubblica con cadenza annuale le previsioni demografiche che servono a delineare la futura evoluzione della popolazione in termini numerici e strutturali, tenendo conto delle variabili legate a natalità, mortalità e flussi migratori. Il report del 31 agosto delinea un quadro caratterizzato dal progressivo calo demografico e dall’invecchiamento della popolazione nell’arco temporale 2025-2080, una tendenza ritenuta irreversibile persino nelle proiezioni più ottimistiche. Secondo le stime, la popolazione residente in Italia nel 2050 sarà pari a 55 milioni (vs 58,9 mln al 1° gennaio 2025), la quota di individui con almeno 65 anni sarà pari al 34,5% (vs 24,7%) e quella di individui in età lavorativa sarà pari al 55,3% (vs 63,4%).
Punti di vista
Misurare la marginalità: stati di avanzamento e prospettive
Alla luce dei risultati dell’indagine condotta lo scorso gennaio da ISTAT sulle forme più gravi dell’esclusione abitativa nei 14 Comuni centro di area metropolitana, il Discussion paper di fio.PSD propone una serie di raccomandazioni su target, strumenti, finalità e governance volte a costruire una conoscenza sempre più accurata e rappresentativa della complessità del fenomeno nella realtà italiana. Su Welforum l’articolo di fio.PSD riassume i contenuti del documento riflettendo sulle prospettive di indagine future.
Intelligenza artificiale e povertà educativa, una sfida urgente
A livello internazionale, europeo e nazionale, gli studi sull’utilizzo dell’IA tra i minori mettono in luce una forte crescita soprattutto tra gli studenti. Se da un lato appaiono evidenti le potenzialità di tali strumenti come supporto all’apprendimento dei ragazzi, dall’altro lato non vanno sottovalutati i rischi di un uso non appropriato che può compromettere il reale sviluppo cognitivo e le capacità di pensiero critico del minore. Risulta, dunque, fondamentale essere capaci di riconoscere i rischi legati a tali sistemi, evitando che l’IA si riduca ad un fattore di appiattimento di competenze già fragili e ad un moltiplicatore di disuguaglianze, creando un nuovo “divario digitale” qualora le tecnologie – e soprattutto gli strumenti per padroneggiarle – non siano accessibili in modo equo. L’approfondimento su Openpolis.
Il Bonus asilo nido negli anni
Il Bonus asilo nido, introdotto nel 2016, è passato da 1.000 a un massimo di 3.600 euro. Nel 2025 ha raggiunto oltre 530 mila bambini, con un utilizzo superiore al 35%, ma con forti divari: 31% tra le famiglie con ISEE sotto 25.000 euro, 55% tra 25.000 e 40.000, 29% al Sud contro 43% al Centro. Per le madri che lo utilizzano, la probabilità di occupazione cresce di circa 6 punti (+17%). Secondo l’articolo di Maria De Paola pubblicato sul Menabò di Etica ed Economia il bonus è uno strumento fondamentale, ma deve accompagnarsi a più strutture per gli 0-6 anni e al supporto dell’occupazione femminile.
Per ulteriori approfondimenti…
- Welforum – Povertà e disuguaglianze
- Lavoce.info – Povertà
- fio.PSD
- Alleanza contro la povertà
- Etica ed Economia – Disuguaglianze e povertà
- Secondo Welfare – Inclusione sociale
- Osservatorio Coesione Sociale
Esperienze dai territori
Il Libro Bianco per una Toscana accogliente, solidale e plurale. Buone pratiche e proposte per l’inclusione delle persone con background migratorio
La Regione Toscana ha avviato il percorso di elaborazione del “Libro Bianco per una Toscana accogliente, solidale e plurale. Buone pratiche e proposte per l’inclusione delle persone con background migratorio”, con l’obiettivo di aggiornare il quadro delle esperienze, delle priorità e degli indirizzi regionali in materia di accoglienza e inclusione. Il documento sarà il risultato di un percorso di ascolto e confronto con i territori, realizzato con il supporto di ANCI Toscana e con il contributo dell’Osservatorio Sociale Regionale. Comuni, istituzioni, Terzo settore, associazioni, parti sociali e altri soggetti pubblici e privati saranno coinvolti per far emergere esperienze, buone pratiche, bisogni e proposte utili alla definizione delle future politiche regionali.
Integrare l’agricoltura sociale nei sistemi di welfare per l’inclusione sociale e lavorativa: l’esperienza di UPFARM
In Toscana si sta sviluppando una riflessione su come l’agricoltura sociale possa interagire coi servizi sociali, sociosanitari e del lavoro, divenendo parte di un sistema integrato centrato sul protagonismo delle persone con fragilità e basato su principi di sostenibilità economica. Per rendere le attività di agricoltura sociale pratiche correnti tra gli strumenti del welfare locale è necessario approfondire la conoscenza dei sistemi di funzionamento dei vari servizi e sperimentarla in accordo tra i diversi attori interessati e coinvolti. Su Welforum l’articolo di Federico Grassi presenta l’esperienza del progetto UPFARM, cofinanziato con risorse FSE+ Innovazione Sociale.
Le circoscrizioni di Trento: snodi di partecipazione e coesione sociale
Attraverso animatori di comunità, Patti di collaborazione e interventi costruiti nei quartieri, il Comune di Trento sperimenta un welfare di prossimità che supera la logica puramente assistenziale e valorizza reti, risorse e capacità dei territori. Per attuare tale cambiamento, il Comune ha adottato un modello policentrico basato su 12 circoscrizioni, realtà locali autonome e radicate sul territorio. L’assetto innovativo del modello trova il suo principale fattore abilitante nell’integrazione, all’interno dell’organico istituzionale delle circoscrizioni, della figura dell’animatore di comunità. L’approfondimento dell’esperienza trentina nell’articolo di Valeria Zara su Percorsi di Secondo Welfare.
Gli approfondimenti dell’Osservatorio Sociale Regionale
Il non profit toscano: largo alla base, concentrato nel lavoro
Nel 2024 le istituzioni non profit attive in Toscana sono 27.106, con 57.345 dipendenti. L’86% delle organizzazioni non ha personale retribuito, mentre l’occupazione si concentra nell’area fiorentina e in un numero ristretto di grandi cooperative sociali. La regione si distingue per la diffusione delle Associazioni di promozione sociale e degli enti attivi in ambito sanitario, ma il ricambio organizzativo è più lento della media nazionale: una struttura a due velocità di cui la co-programmazione e le politiche territoriali dovranno tenere conto.
Da emergenza a struttura: cosa racconta il Rapporto sull’immigrazione in Toscana 2026
Una lettura per dati essenziali del Rapporto presentato il 30 settembre a Palazzo Strozzi Sacrati. Al 1° gennaio 2025 i residenti con cittadinanza straniera sono 433.381, pari all’11,8% della popolazione (nel 1991 erano lo 0,6%); le nascite da genitori stranieri rappresentano il 17,5% del totale regionale e, per la prima volta, la comunità cinese è la più numerosa. Una presenza ormai strutturale, che convive tuttavia con divari ancora ampi negli esiti scolastici, nella qualità del lavoro e nell’accesso ai servizi.
Quando il lavoro arriva prima del diploma
L’insuccesso scolastico nelle scuole superiori toscane si attesta al 9,3%, con divari territoriali in crescita. Le bocciature non seguono la mappa della povertà economica ma quella del mercato del lavoro locale: dove la disoccupazione è più bassa e le imprese assorbono manodopera, il costo-opportunità del diploma aumenta e con esso gli esiti negativi. Sui percorsi formativi continua a pesare anche il titolo di studio dei genitori.
Due case, un reddito solo
Negli ultimi cinque anni i divorziati in Toscana sono aumentati del 25%, con una dinamica omogenea su tutto il territorio regionale. La separazione non modifica i redditi individuali, ma riduce in misura netta l’ISEE e la capacità economica dei nuclei, generando nuova pressione sulla domanda abitativa e sull’accesso ai servizi pubblici.
L’Affordable Housing Act e le relazioni con il Piano casa italiano
Il confronto tra l’Affordable Housing Act europeo, che fissa per la prima volta parametri comuni per definire lo stress abitativo, e il nuovo Piano casa nazionale, orientato ad ampliare l’offerta. Ne emerge una visione complementare rispetto a una crisi che riguarda ormai anche il ceto medio, tra restrizioni locali, risorse per il recupero dell’edilizia residenziale pubblica e incentivi ai privati.
Il declino demografico non è una previsione
Michele Piccinetti analizza le nuove previsioni ISTAT per la Toscana: non solo l’avvio di una contrazione della popolazione residente, ma l’accelerazione di un processo strutturale fatto di invecchiamento progressivo e frammentazione dei nuclei familiari, con effetti di lungo periodo su welfare, servizi e mercato del lavoro.
Le due Toscane della fragilità
Incrociando dieci indicatori dell’Osservatorio sulle 28 zone distretto, la geografia del disagio economico e quella dell’invecchiamento demografico risultano non coincidere: dalla costa alla montagna le fragilità cambiano forma. Il Terzo settore appare più denso proprio dove il carico di cura è più alto, e resta aperta la domanda se la risposta del welfare segua davvero la mappa dei bisogni.